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Extra NG

 Un approccio al design funzionale.
Cos’è bello e cos’è funzionale?
Intendo dire per davvero. Una Jaguar E o una Ferrari 250 GTO sono automobili che corrono come tante altre. Cosa le distingue? Non serve che siano belle per funzionare, per sfrecciare per strada. O no?
In questo tipo di prodotto la bellezza diventa funzione. Diventa parte prepotente dell’oggetto. Sculture in movimento che assolvono la funzione di provocare emozioni a chi le guarda, ammira, guida o possiede.
Io fin da piccolo ho avuto questa sindrome, questa malattia o morbo del cercare di inventare forme belle, armoniose, classiche. Oggetti che piacciono perché anche se nuovi, presenti da sempre nella nostra testa. Ci sono curve che ci attraggono perché ci ricordano la forma del corpo femminile. Non importa se siete uomini o donne, l’armonia di un corpo femminile ci attrae perché è stata la nostra prima casa, il nostro primo nido. Sono insomma forme già presenti nella nostra testa.
Le curve di un corpo umano (e di tanti altri mammiferi) sono molto particolari; siamo fatti di spline e curve di Eulero. Il cerchio o l’arco di cerchio sono quasi assenti.
La cosa curiosa è che tutte queste forme armoniose sono anche funzionali. Ossa e muscoli funzionano alla grande grazie a queste geometrie sinuose.
Ancora più curioso è che se si disegna un auto o un aereo con queste forme in testa si ottiene un oggetto efficientissimo. L’avviamento e la continuità di queste linee risulta aerodinamicamente efficiente. Il bello diventa funzione.

Ora prendete una leggenda dell’aviazione mondiale, diciamo Walter Extra.
Diciamo che un bel giorno vi convochi in Germania nella sua bellissima azienda dove per decenni producono i migliori aerei d’acrobazia al mondo.
Diciamo che lo stesso Walter Extra vi chieda “Vorresti disegnare la nuova generazione di aerei acrobatici per noi?”
Diciamo per finire che non siete ancora ubriachi di birra in quanto sono le 9:30 di mattina e quindi la proposta non sembra un sogno durante una sbronza.

Dovete capire che questo tipo di aereo non serve a spostarsi dal punto A al punto B. Non sono nemmeno aerei. Sono il miglior strumento per trasformare benzina Avio in adrenalina.

Le cose iniziarono ad avere senso nella mia testa. Finalmente un opportunità per vedere uno dei miei disegni diventare realtà.
Molti mi conoscono per il disegno di livree. È molto più facile essere chiamati a disegnare uno schema di verniciatura che la forma di un aereo.
In realtà questo è il sesto aereo che disegno a livello di forme. Esterni ed interni.
Da un foglio di carta bianco ad un aereo che vola di passaggi c’è ne sono parecchi, ma se fatti col giusto team le cose diventano divertenti.
Il nostro team è composto da ingegneri tedeschi e da un designer italiano. Potete immaginare i differenti approcci ai temi tecnici. La cosa che più mi ha meravigliato è che nei disegni proposti, quelli di forma più bella erano i più funzionali a livello strutturale, aerodinamico ed ergonomico.

La sequenza dei passi da seguire è ovvia: si parte da concetti schizzati a mano (io uso matite 2H per i tratti confusi e HB per rimarcare quelli convincenti) su fogli di carta. Ne ho prodotti diversi chili. Questo ti permette di farlo anche se sei a pranzo o nel mezzo della notte. Foglio di carta e via.
Il secondo passaggio è su WACOM Cintiq usando Sketchbook di Autodesk. Esiste anche su IPad e devo dire che ultimamente sta sostituendo parte di schizzi su carta.
Si passa al 2D, io uso Corel Draw perché continua ad essere uno strumento per il disegno vettoriale con la miglior gestione di spline sul mercato (my 5 cents).
Per il 3D si sono usati diversi software: Autodesk Alias per le superfici, Solid works per la progettazione meccanica.
In alcuni passaggi io preferisco metterci le mani ed in particolare modo metterle nel clay. Le forme prendono vita sotto le sgorbie e le lame.
Mi piace ascoltare musica con le cuffie mentre disegno o modello. È una cosa molto intima. Sono innamorato delle cose che nascono da questi momenti.
Il modello in clay viene poi scansionato e ripreso al cad finché non si è soddisfatti della forma finale.
L’Extra NG è una superficie continua che nasce dall’ogiva e finisce alla tip del rudder, se guardate le figure riflesse sulla superficie non si deformano per nulla. Sembra uno specchio che cambia forma centimetro dopo centimetro senza salti o esitazioni.
Gli interni sono molto speciali. Molto più articolati ma sempre armoniosi. Diciamo che sono una sfoglia di carbonio che si deforma in curve simili a tortelloni, si divide in tagliatelle che torcendosi e abbracciandosi formano gli armrest, le cover dei pannelli strumenti e si sposano con il frame della capottina. Anche qui non troverete un salto, un esitazione o un difetto di forma.
Nel pensare alla struttura siamo stati tutti d’accordo nel utilizzare la filosofia che prevedeva che ogni elemento dovesse assolvere almeno a 3 compiti. Utilizzata da Ed Heinemann nel progettare l’A4 Skyhawk permise di ottenere un caccia imbarcato di pesi e dimensioni molto ridotte. A noi ha permesso di ridurre i pesi, il numero di pezzi, i tempi di lavorazione ed assemblaggio e aumentare precisione negli accoppiamenti.
L’Extra NG è un salto in avanti di notevole dimensioni. Molti concetti sono stati mutuati dall’automotive. Non abbiamo inventato nulla ma applicato il meglio delle tecnologie e metodologie ben collaudate utilizzate in altri ambiti molto più avanzati.

Il risultato finale è sotto i vostri occhi e voglio lasciare a voi il giudizio.
Mi permetto di farvi notare solo la semplicità delle linee. In realtà è molto difficile fare una cosa che risulti armoniosa e semplice all’occhio. Un auto, paradossalmente è più facile; hai le ruote che interrompono la linea. Non ti interessa se la superficie dell’anteriore non si sposa con la zona delle portiere perché i vani delle ruote anteriori spezzano la linea. In questa fusoliera vi potete specchiare dal cowling alla deriva, la forma è unica.
Abbiamo voluto integrare alcuni particolari innovativi. I baffi all’interno delle prese d’aria, le aperture negli scarponcini copri ruote, le cover dei pannelli strumenti con inserti in pelle e tante altri piccoli dettagli.
Quando ho parlato a Rodolfo dell’approccio avuto nel disegnare l’NG si è subito interessato a questo articolo che spiega come in realtà il bello diventi funzionale.

L’aereo è stato appena presentato ad Oshkosh a fine di luglio da Walter de me e da tutto il team Extra. Per ora non potremmo essere più contenti. L’aereo vola molto bene ed è un grande salto nell’evoluzione di questi aerei famosi,in tutto il mondo. Risulta molto più veloce ed accelera molto meglio. Perde meno energia nelle manovre strette e mantiene una stabilità eccezionale. La fusoliera è molto più larga del precedente modello e può ospitare un biker americano oversize. Questa larghezza maggiore si traduce in un aumento di portanza che permette al velivolo di atterrare a 5 nodi in meno del precedente modello. La maggiore superficie laterale permette un volo,di coltello più sostenuto e teso. I comandi sono molto armoniosi e lo sforzo molto progressivo. Il rudder è molto più efficace e gli alettoni sono stati calibrati per un rollio notevole e preciso. L’aereo è più simile al monoposto da competizione 330SC che al biposto che sostituisce (330 LX).
Per ora i feedback sono eccezionali, sia in termini di consenso che commerciali. Vendite record per l’azienda tedesca.

Io non posso che ringraziare Walter e il team per avermi dato l’opportunità di dimostrare quanto la tecnologia tedesca insieme al design italiano possa esprimere.
Quando vedrete questo aereo nei cieli a testa in giù sappiate che c’è un piccolo grande pezzo di Modena e di Italia sotto la sua pelle.